Funicolare del Renon (Ritten)
La funicolare che dal centro di Bolzano sale sull'altopiano del Renon, con panorama sull'intera catena alpina dalla Zugspitze all'Ortles.
Tipo: funicolare · Regione: trentino-alto-adige
Costruttore
Leitner
Anno
1966
Capacita
1800 p/h
Quota base
265 m
Quota arrivo
1221 m
Dislivello
956 m
Lunghezza linea
4580 m
Pochi impianti di risalita al mondo incarnano con la stessa efficacia il concetto di continuità tra città e montagna come fa la Funicolare del Renon, chiamata “Rittner Seilbahn” in tedesco e affettuosamente nota dai bolzanini semplicemente come “la funicolare”. Partendo da una stazione collocata nel pieno centro urbano di Bolzano, a soli 265 metri di quota, in pochi minuti trasporta i passeggeri fino all’altopiano del Renon, a 1221 metri sul livello del mare, compiendo una trasformazione scenografica che pochi impianti al mondo riescono a eguagliare: lasciata la città con il suo traffico, i suoi mercati e il profumo di strudel delle pasticcerie, si arriva in un mondo di prati, boschi e silenzio alpino come se si fosse percorso un portale dimensionale invisibile. Inaugurata nel 1966 nella sua configurazione attuale e completamente rinnovata da Leitner nel 2009, la funicolare del Renon è oggi uno degli impianti pubblici di trasporto più amati e frequentati dell’Alto Adige.
Il Renon — Ritten in tedesco, lingua madre della maggioranza della popolazione dell’altopiano — è spesso descritto come il “balcone di Bolzano”: l’immagine è tanto banale quanto precisa, perché l’altopiano si apre effettivamente sopra la città con una visione panoramica che abbraccia l’intera conca bolzanina, le valli che vi confluiscono da nord e da sud, e sullo sfondo le catene alpine che si susseguono in strati di profondità crescente. Nelle giornate di massima visibilità il panorama si estende dalla Zugspitze, il monte più alto della Germania, fino all’Ortler, la vetta più elevata dell’Alto Adige, passando per il Rosengarten, lo Sciliar e le Dolomiti ampezzane: uno sguardo che abbraccia cinque secoli di storia alpinistica e una varietà di paesaggi montani che difficilmente si riesce a condensare in un’unica inquadratura da qualsiasi altro punto di osservazione della regione.
Una delle caratteristiche più singolari e deliziose della visita al Renon è il proseguimento del viaggio dalla stazione di arrivo della funicolare mediante il tram a scartamento ridotto che collega Soprabolzano con Collalbo e Maria Assunta. Questo piccolo tram — uno degli ultimi esemplari funzionanti del genere in Alto Adige — è una macchina del tempo che scivola silenziosamente tra i boschi e i prati dell’altopiano con una placidità e una grazia che appartengono a un’altra epoca. Il servizio è ancora oggi pienamente operativo e integrato nel sistema di trasporto pubblico della Provincia Autonoma di Bolzano, con orari regolari che lo rendono un mezzo di trasporto genuinamente utile per i residenti e irresistibilmente romantico per i turisti. L’abbinamento funicolare-tram è diventato negli anni una delle esperienze turistiche più caratteristiche dell’Alto Adige, capace di coinvolgere famiglie, appassionati di storia dei trasporti e semplici curiosi in una piccola avventura ferroviaria di rara autenticità .
Il Renon è famoso in campo geologico per le sue piramidi di terra, formazioni erosive di rara bellezza e interesse scientifico che si sviluppano nelle zone dove depositi morenici ricchi di ciottoli coprono argille impermeabili. L’acqua di pioggia erode l’argilla tutto intorno ai ciottoli più grandi, che funzionano da “ombrello” proteggendo il materiale sottostante, generando nel corso di migliaia di anni delle torri appuntite sormontate da un sasso che le ripara dall’erosione. Le piramidi di Terra di Longomoso, nel comune di Renon, sono tra le più imponenti e ben conservate d’Europa, con alcune colonne che raggiungono i trenta metri di altezza, e visitarle è una delle escursioni di fondovalle più sorprendenti che l’Alto Adige possa offrire ai visitatori di ogni età .
In estate l’altopiano del Renon è percorso da una rete sentieristica di oltre 130 chilometri che si sviluppa tra boschi di abeti, pascoli d’alta quota e borghi rurali dove la vita agricola tradizionale sudtirolese sopravvive con i suoi masi, le sue cantine e la sua cultura culinaria robusta e generosa. In inverno l’altopiano si trasforma in un paradiso per gli sci da fondo con circa 40 chilometri di piste battute, perfette per chi cerca un’alternativa tranquilla e familiare alle ressa delle grandi stazioni sciistiche alpine. La combinazione di facilità di accesso tramite la funicolare, autenticità culturale e qualità paesaggistica fa del Renon una delle destinazioni più equilibrate e soddisfacenti di tutto l’arco alpino italiano per chi cerca la montagna senza lo stress dei grandi comprensori.
Inaugurata nel 1966, rinnovata nel 2009. Collegamento con tram storico Soprabolzano–Collalbo. Servizio integrato nel trasporto pubblico provinciale.