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Funivia alpina con operatori di manutenzione che eseguono ispezioni di sicurezza
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Sentenza Mottarone: Condannati i Responsabili, Cosa Cambia per le Funivie Italiane

Condanne per il disastro Mottarone 2021: fino a 4 anni di carcere. Cosa cambia per le norme di sicurezza degli impianti a fune in Italia.

Redazione Funivie.it 17 marzo 2026 11 min di lettura
Aggiornato il 17 marzo 2026

Settembre 2025: quasi quattro anni e mezzo dopo il tragico pomeriggio del 23 maggio 2021, il Tribunale di Verbania ha emesso le condanne per il disastro della funivia Stresa-Mottarone. Per la prima volta nella storia recente degli impianti a fune italiani, i responsabili di una strage vengono ritenuti penalmente colpevoli con pene detentive significative. Non è soltanto una sentenza: è uno spartiacque che ridisegna la cultura della sicurezza nel settore.

Questa vicenda, che ha scosso profondamente l’opinione pubblica italiana ed europea, pone domande che vanno ben oltre l’aula di tribunale. Quanto è sicura la rete di funivie, seggiovie e cabinovie che ogni anno trasporta milioni di persone sulle montagne italiane? Cosa cambia — concretamente — dopo questa condanna? E cosa possono fare i passeggeri per viaggiare in maggiore consapevolezza?


Il Disastro del Mottarone: Cosa Accadde il 23 Maggio 2021

Il 23 maggio 2021, poco dopo le undici di mattina, la cabina della funivia Stresa-Mottarone si staccò dal cavo traente mentre percorreva il tratto finale della salita verso la vetta del Mottarone, in Piemonte. La cabina scivolò all’indietro lungo il cavo portante, acquisendo velocità, e si schiantò contro una torre di sostegno prima di precipitare nella vegetazione sul versante del Lago Maggiore. Nell’impatto persero la vita 14 persone. Sopravvissero due bambini, entrambi estratti gravemente feriti dai soccorritori.

La tragedia colpì famiglie intere. Tra le vittime figuravano coppie di genitori con figli piccoli, turisti che stavano godendo di una domenica di primavera sul lago. L’immagine della cabina distrutta tra gli alberi fece il giro del mondo.

La Causa Tecnica: I Forchettoni

Le indagini dei Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico e della Procura di Verbania rivelarono rapidamente la causa tecnica dell’incidente. Sui binari di arresto della cabina erano stati inseriti manualmente i cosiddetti ceppi freno, noti nel gergo tecnico del settore come “forchettoni”. Si tratta di dispositivi di blocco meccanico che, nella normale operatività dell’impianto, devono restare disinseriti durante il funzionamento regolare: il loro scopo è impedire lo scorrimento della cabina durante le operazioni di manutenzione o in caso di emergenza.

Gli inquirenti accertarono che i forchettoni erano stati lasciati intenzionalmente inseriti per mascherare un guasto al sistema frenante principale della cabina. Il freno di emergenza non funzionava correttamente da settimane. Anziché fermare l’impianto e procedere alle riparazioni — con i costi e i disagi operativi che ciò avrebbe comportato — i gestori avevano scelto di tenere bloccato il freno di emergenza con i dispositivi manuali, consentendo all’impianto di continuare a operare in condizioni di sicurezza gravemente compromesse.

Quando il cavo traente si spezzò, il freno di emergenza — l’unico sistema progettato per impedire alla cabina di scivolare indietro — non poté intervenire. I forchettoni erano ancora inseriti.


La Sentenza: Le Condanne e il Significato Giuridico

Il processo svoltosi davanti al Tribunale di Verbania si è concluso nel settembre 2025 con la condanna dei tre principali imputati:

  • Enrico Tadini (ex direttore operativo dell’impianto): condannato a 4 anni e 5 mesi di reclusione
  • Enrico Perocchio (direttore operativo): condannato a 3 anni e 11 mesi di reclusione
  • Luigi Nerini (proprietario della societĂ  Ferrovie del Mottarone): condannato a 3 anni e 10 mesi di reclusione

Le condanne sono state pronunciate per i reati di omicidio colposo plurimo e disastro colposo. Il Tribunale ha riconosciuto che la manomissione deliberata dei sistemi di sicurezza costituisce una violazione gravissima degli obblighi di custodia e manutenzione che incombono su chiunque gestisca un impianto di trasporto pubblico.

Il Valore Simbolico e Preventivo della Sentenza

Al di lĂ  delle pene specifiche, questa sentenza ha un peso che supera la singola vicenda giudiziaria. Per decenni, il sistema degli impianti a fune italiani ha operato in un contesto in cui le responsabilitĂ  penali individuali erano difficili da perseguire, diluite tra operatori, concessionari, enti pubblici e aziende di manutenzione. La condanna degli imputati del Mottarone invia un segnale inequivocabile: chi gestisce un impianto di trasporto pubblico risponde personalmente, anche penalmente, delle scelte operative che mettono in pericolo i passeggeri.

Per i familiari delle vittime, il verdetto rappresenta una forma parziale di giustizia. Per il settore, rappresenta un precedente destinato a modificare comportamenti e prassi operative in tutti gli impianti italiani.


Le Altre Tragedie: Monte Faito e il Quadro Europeo

Il Mottarone non è un caso isolato nel panorama degli incidenti su impianti a fune degli ultimi anni. L’aprile 2025 ha portato un’altra tragedia italiana: sulla funivia del Monte Faito, in Campania, quattro persone hanno perso la vita a causa della rottura di un cavo. L’incidente ha acceso immediatamente le polemiche sull’autorizzazione alla riapertura dell’impianto, che aveva già alle spalle una lunga storia di chiusure, lavori di adeguamento e contenziosi burocratici. L’apertura contestata — avvenuta dopo anni di fermo — ha sollevato interrogativi sulla completezza delle verifiche tecniche preventive.

Il quadro europeo non è più rassicurante. Nel 2025 la città di Lisbona è stata teatro di una delle più gravi tragedie del trasporto su fune della storia europea recente: un incidente ai funicular ha causato la morte di 15 persone. La vicenda portoghese ha spinto diversi governi europei a ordinare verifiche straordinarie sui propri impianti, alimentando un dibattito continentale sulla sufficienza degli standard normativi vigenti.

Un Settore Sotto Pressione

Questi eventi ravvicinati compongono un quadro preoccupante. Non si tratta di incidenti isolati dovuti a sfortuna straordinaria, ma di un segnale sistemico che indica come, in molti contesti nazionali, le procedure di manutenzione, controllo e responsabilitĂ  negli impianti di trasporto su fune necessitino di una revisione profonda.


Lo Stato delle Funivie Italiane: EtĂ  Media e Manutenzione

L’Italia dispone di una delle reti di impianti a fune più dense d’Europa, con migliaia di installazioni distribuite tra le Alpi e gli Appennini. Consultando il catalogo degli impianti su Funivie.it emerge una realtà articolata: accanto a impianti modernissimi, costruiti negli ultimi dieci anni con le più avanzate tecnologie di sicurezza, esiste una quota significativa di strutture datate.

Secondo i dati del settore, oltre il 90% degli impianti a fune italiani ha più di vent’anni di servizio. Questo dato non implica automaticamente un problema di sicurezza — un impianto ben mantenuto può operare in sicurezza per decenni — ma impone una riflessione seria sulle risorse dedicate alla manutenzione e alla modernizzazione.

Il Nodo della Manutenzione

Il sistema di controllo degli impianti a fune in Italia si regge su un intreccio di responsabilità che coinvolge i gestori privati, le Regioni (competenti per il rilascio delle concessioni), il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e l’USTIF (Ufficio Speciale Trasporti a Impianti Fissi). Le ispezioni periodiche sono previste dalla normativa vigente, ma la frequenza, la profondità e le conseguenze operative dei controlli variano in modo significativo da regione a regione.

Il caso Mottarone ha dimostrato come il punto di cedimento non sia necessariamente la carenza di ispezioni formali, ma la possibilità che i gestori intervengano sui sistemi di sicurezza tra un’ispezione e l’altra, agendo in modo non tracciato e non comunicato alle autorità competenti.

L’Investimento nella Modernizzazione

Diversi comprensori sciistici italiani stanno investendo significativamente nella sostituzione degli impianti piĂą vecchi con tecnologie di nuova generazione. Le moderne telecabine e cabinovie sono dotate di sistemi elettronici di monitoraggio in tempo reale, freni ridondanti, registrazione continua dei parametri di esercizio e sistemi di allarme automatici. Queste tecnologie non eliminano il fattore umano, ma lo affiancano con strati di controllo automatizzato che rendono molto piĂą difficile la manomissione non rilevata.


Cosa Cambia Dopo la Sentenza: Le Nuove Norme

La sentenza del Mottarone ha impresso un’accelerazione al processo di revisione normativa già in corso. Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha avviato una revisione organica del codice di sicurezza degli impianti a fune, con l’obiettivo di colmare le lacune emerse nel corso delle indagini.

I Punti Chiave della Revisione Normativa

Tra le aree di intervento prioritarie identificate dalle istituzioni competenti figurano:

Tracciabilità degli interventi di manutenzione. Uno degli elementi emersi nel processo Mottarone è la difficoltà di ricostruire la storia degli interventi effettuati sull’impianto. La revisione normativa punta a rendere obbligatoria una registrazione digitale, certificata e non modificabile, di ogni intervento tecnico effettuato sull’impianto, con firma del responsabile tecnico.

Segnalazione obbligatoria dei guasti. Qualsiasi anomalia ai sistemi di sicurezza primari — freni, sistemi di aggancio, sistemi di arresto di emergenza — dovrà essere comunicata all’USTIF entro tempi brevissimi. Il mancato rispetto di questo obbligo dovrà comportare la sospensione automatica dell’esercizio.

Aumento della frequenza delle ispezioni sui sistemi di sicurezza critici. Le componenti con funzione di sicurezza primaria (freni di emergenza, sistemi di aggancio, strutture portanti) dovranno essere oggetto di ispezioni piĂą frequenti e condotte da ispettori indipendenti rispetto al gestore.

Responsabilità personale certificata. Sul modello di quanto già avviene in altri settori del trasporto pubblico, si prevede l’introduzione di una certificazione individuale per i direttori operativi degli impianti, con responsabilità nominativa per le condizioni di esercizio dell’impianto.

Aggiornamento delle soglie di età per le revisioni straordinarie. Gli impianti che superano una determinata soglia di anzianità dovranno essere sottoposti a revisioni straordinarie più approfondite, indipendentemente dall’esito delle ispezioni ordinarie periodiche.

L’Impatto sul Settore

Le nuove norme comporteranno costi aggiuntivi per i gestori degli impianti, in particolare quelli che operano strutture più datate. Alcune associazioni di categoria hanno espresso preoccupazione per i piccoli gestori, spesso comuni o consorzi locali che gestiscono impianti con margini operativi ridotti. Il nodo del finanziamento degli adeguamenti — attraverso fondi regionali, nazionali o europei — è una delle partite aperte nel dibattito normativo.


Come Viaggiare Sicuri sulle Funivie: Cosa Controllare

La sicurezza di una funivia dipende in primo luogo da chi la progetta, la costruisce e la gestisce. I passeggeri non hanno né la possibilità né la competenza tecnica per verificare lo stato dei freni o delle strutture portanti. Tuttavia, esistono elementi osservabili che possono contribuire a una scelta consapevole.

Prima di Salire

Verifica che l’impianto sia regolarmente autorizzato. Gli impianti aperti al pubblico devono esporre visibilmente l’autorizzazione di esercizio aggiornata, con data di scadenza. Un impianto privo di autorizzazione visibile o con autorizzazione scaduta non dovrebbe essere utilizzato.

Osserva le condizioni generali dell’impianto. Cabine visibilmente malridotte, strutture arrugginite, meccanismi che producono rumori anomali sono segnali che meritano attenzione. Non è necessario essere tecnici per riconoscere uno stato di degrado evidente.

Verifica la presenza del personale. Un impianto correttamente operativo deve avere personale formato alle stazioni di partenza e di arrivo, in grado di gestire le emergenze e di rispondere alle domande dei passeggeri.

Informati sulla storia dell’impianto. Risorse come il catalogo delle funivie italiane su Funivie.it permettono di avere informazioni sull’età dell’impianto, sulla tipologia e sulle eventuali revisioni recenti.

Durante il Viaggio

Presta attenzione alle istruzioni di sicurezza esposte nella cabina. In caso di anomalia — rumori insoliti, vibrazioni anomale, arresti improvvisi — mantieni la calma e segui le indicazioni del personale. Non tentare di aprire porte o uscire dalla cabina autonomamente.

Segnala Anomalie

Se osservi situazioni che ti sembrano irregolari — personale assente, dispositivi di sicurezza visibilmente danneggiati, comportamenti scorretti degli operatori — hai il diritto e il dovere di segnalarle all’USTIF e all’ente che ha rilasciato la concessione. La cultura della segnalazione è parte essenziale di qualsiasi sistema di sicurezza efficace.


Conclusione

La sentenza del Mottarone è un atto di giustizia tardiva per quattordici persone e le loro famiglie. Ma è anche, e forse soprattutto, un monito per un intero settore. I sistemi di sicurezza funzionano soltanto se vengono rispettati con rigore, ogni giorno, indipendentemente da pressioni economiche o operative. Quando si sceglie di disabilitare un freno di emergenza per evitare una chiusura temporanea, non si compie una scelta tecnica: si compie una scelta morale, con conseguenze che possono essere irreversibili.

L’Italia ha un patrimonio straordinario di impianti a fune che connette le sue montagne e le rende accessibili. Preservare questo patrimonio significa anche pretendere che operi secondo gli standard di sicurezza più elevati. La revisione normativa avviata dal Ministero delle Infrastrutture è un passo necessario. Ma le norme non bastano senza una cultura operativa in cui la sicurezza non sia mai sacrificata all’efficienza economica.

Per approfondire le caratteristiche tecniche e lo stato degli impianti nella tua regione, consulta la directory completa delle funivie italiane su Funivie.it.

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