Funivia Marmolada - Punta Rocca
La funivia che raggiunge la vetta più alta delle Dolomiti, la Regina delle Dolomiti, con accesso al ghiacciaio della Marmolada.
Tipo: funivia · Regione: veneto
Costruttore
Doppelmayr
Anno
1966
Capacita
700 p/h
Quota base
1450 m
Quota arrivo
3265 m
Dislivello
1815 m
Lunghezza linea
7400 m
La Marmolada è la montagna più alta delle Dolomiti, con la sua vetta posta a 3343 metri sul livello del mare, e da questa supremazia fisica discende la sua reputazione di “Regina delle Dolomiti”, titolo che le spetta non solo per ragioni altimetriche ma per la maestosità della sua presenza nell’orizzonte dolomitico, per il ghiacciaio che ne ricopre il versante nord con una coltre bianca che non ha eguali nell’intero gruppo montuoso, e per la storia densa di umanità che ha attraversato queste pareti nel corso dei secoli. La funivia che sale a Punta Rocca, inaugurata nel 1966 e successivamente ammodernata, è il modo più diretto e spettacolare per avvicinarsi a questo straordinario complesso montano, un viaggio in tre tappe che porta da Malga Ciapela, nel Veneto, fino a 3265 metri di quota attraverso uno dei percorsi in funivia più lunghi e scenografici dell’arco alpino.
Il viaggio ha inizio a Malga Ciapela, piccola stazione di fondovalle che d’estate si anima con il flusso di turisti e alpinisti attratti dal fascino della Marmolada. La prima tappa della funivia sale rapidamente superando la parete rocciosa della montagna, con viste sempre più drammatiche sulle valli circostanti. La seconda stazione intermedia, Serauta, si trova già a quota 2950 metri e ospita uno dei siti storici più commoventi che queste montagne conservano: il Museo della Grande Guerra nella montagna, allestito all’interno di cunicoli e gallerie scavati direttamente nella roccia e nel ghiaccio durante il conflitto del 1915-18. La Marmolada fu teatro di alcune delle battaglie più dure e innovative dell’intera guerra: soldati italiani e austroungarici combatterono ad altezze estreme, in condizioni di freddo e privazione indescrivibili, costruendo una vera e propria “città di ghiaccio” sottoglaciale con chilometri di tunnel, depositi, cucine e postazioni difensive ricavate nell’interno del ghiacciaio. Il museo custodisce reperti, fotografie e testimonianze di quella stagione eroica e tragica, e visitarlo è un’esperienza che lascia un segno profondo in chiunque abbia anche solo un minimo interesse per la storia.
Il terzo e ultimo segmento porta alla stazione sommitale di Punta Rocca, a 3265 metri, da dove lo sguardo abbraccia l’intero sistema dolomitico con una chiarezza e una completezza che pochi altri punti di osservazione possono eguagliare. Nelle giornate di massima visibilità si distinguono le cime del Brenta a ovest, le Pale di San Martino a est, il Sella e il Sassolungo verso nord, e a nord-ovest, in lontananza, le sommità ghiacciate dell’Ortler. Il ristorante panoramico in vetta permette di sostare comodamente anche a questa quota estrema, con una terrazza esterna che in estate diventa uno dei balconi naturali più suggestivi delle Alpi orientali.
Il ghiacciaio della Marmolada è oggetto di attenzione scientifica e mediatica costante per via del suo progressivo e accelerato arretramento. Negli ultimi cinquant’anni ha perso oltre il sessanta percento della sua estensione originale, e le proiezioni climatologiche più accreditate suggeriscono che entro la metà del secolo potrebbe ridursi a un semplice nevato residuale. Questo processo ha acquisito una risonanza emotiva e politica straordinaria in seguito alla tragedia del 3 luglio 2022, quando un enorme seracco — un blocco di ghiaccio aggettante dalla parte alta del ghiacciaio — si staccò improvvisamente precipitando sulle cordate di alpinisti che percorrevano la via normale di salita alla vetta. Undici persone persero la vita, molte altre furono ferite o rimaste disperse sotto le valanghe di ghiaccio e roccia che si riversarono a valle. La tragedia scosse profondamente l’opinione pubblica italiana e internazionale, riportando al centro del dibattito la questione dei rischi amplificati dal cambiamento climatico sulle montagne ad alta quota e inducendo le autorità a istituire nuove procedure di monitoraggio e allerta per le zone glaciali frequentate da escursionisti e alpinisti.
In inverno il ghiacciaio della Marmolada ospita un comprensorio sciistico di grande qualità, con piste che scendono dal ghiacciaio verso Malga Ciapela su terreno variato e tecnicamente stimolante. L’innevamento garantito dalla quota e dall’orientamento favorevole del versante rende questo comprensorio particolarmente affidabile anche nelle stagioni con scarse precipitazioni nevose a quote inferiori. La Marmolada è inoltre integrata nel circuito del Dolomiti Superski e rappresenta un elemento fondamentale della grande Sellaronda, il tour sciistico intorno al gruppo del Sella che è considerato tra le esperienze sci più complete e spettacolari del mondo.
Inaugurata nel 1966, rinnovata nel 2001. Museo della Grande Guerra visitabile alla stazione di Serauta. Apertura estiva: giugno–settembre.